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Conferenza tenuta
il giorno12 gennaio alla Casa dell'Aviatore
Si è conclusa con un grande successo la prima conferenza del ciclo di eventi mensili sull'attualità relativo al 2012 organizzata dalla Casa dell'Aviatore di concerto con il CESMA (Centro Studi Militari Aeronautici) e l'ARSS (Associazione Romana di Studi e Solidarietà).
Di fronte ad una platea di oltre cento persone composta in massima parte da professionisti del campo aeronautico, con particolare riferimento alla Forza Armata ed all'industria aerospaziale civile e militare, il prof. Franco Persiani, già preside della facoltà di Ingegneria dell'Università di Bologna e presidente dell'AIDAA (Associazione Italiana di Aeronautica ed Astronautica), nonché autorevole rappresentante del Comitato Tecnico Scientifico del CESMA, ha illustrato le sfide future del mondo aeronautico, in particolare quello relativo al trasporto aereo, appassionando anche i non esperti presenti in sala con la sua panoramica sugli studi in corso presso le più grandi industrie aeronautiche del mondo e le università.
La conferenza ha
preso le mosse
da un'iniziativa della NASA (National Aeronautics and Space
Administration) del 2008. Partendo dalla considerazione che il
trasporto aereo
in Nord America in venticinque anni si è triplicato e che il trend lo
vede
ancora in continua crescita, ha lanciato il programma “N+
Le ricerche delle
possibili soluzioni e delle relative
tecnologie abilitanti, sono state assegnate a dei team guidati
rispettivamente
da Boeing, Northrop Grumman, General Electric e MIT (Massachusetts
Institute of
Technology). Il team del MIT, unico guidato da un'università, vede come
partner anche
Aurora Flight Sciences e
Pratt& Whitney.
I primi risultati fanno ipotizzare soluzioni che in alcuni casi, da un punto di vista tecnologico, sono ormai a portata di mano. Affascinanti, poi le soluzioni aerodinamiche adottate per il velivolo domestico (chiamato “Serie D”), come la sezione di fusoliera a doppia bolla (praticamente due fusoliere affiancate) e le ali sottili a forte allungamento alare per ridurre la resistenza indotta, e quello chiamato “Serie H” dotato di una fusoliera che si fonde con l'ala triangolare, dotato di una capienza di 350 passeggeri in configurazione multiclasse ed un'autonomia di 7.000 NM.
La conferenza ha poi illustrato quello che è al momento allo studio anche da parte di Lockheed Martin (Green Supersonic Machine da mach 1.8) e da EADS (European Aeronautic Defence and Space Companys) stupendo per le inimmaginabili soluzioni individuate dal progetto del velivolo ipersonico a emissioni zero ZEHST (Zero Emission Hyper_Sonic Transport) per il 2040-2050 che richiedono, peraltro, tecnologie al momento non ancora disponibili. La conferenza si è poi conclusa lanciando un messaggio sulle potenzialità dell'interfaccia cervello-computer applicata alla robotica con le possibili applicazioni non solo in campo protesico per portatori di handicap ma soprattutto nel campo dei velivoli militari, in particolare gli UAS (Unmanned Aerial Systems), lasciando ipotizzare soluzioni che sembrano da fantascienza.
PER LA PRESENTAZIONE CLICCARE QUI
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