Le sfide future del mondo aeronautico

Conferenza tenuta il giorno12 gennaio alla Casa dell'Aviatore

 

Si è conclusa con un grande successo la prima conferenza del ciclo di eventi mensili sull'attualità relativo al 2012 organizzata dalla Casa dell'Aviatore di concerto con il  CESMA (Centro Studi Militari Aeronautici) e l'ARSS (Associazione Romana di Studi e Solidarietà).

Di fronte ad una platea di oltre cento persone composta in massima parte da professionisti del campo aeronautico, con particolare riferimento alla Forza Armata ed all'industria aerospaziale civile e militare, il prof. Franco Persiani, già preside della facoltà di Ingegneria dell'Università di Bologna e presidente dell'AIDAA (Associazione Italiana di Aeronautica ed Astronautica), nonché autorevole rappresentante del Comitato Tecnico Scientifico del CESMA, ha illustrato le sfide future del mondo aeronautico, in particolare quello relativo al trasporto aereo, appassionando anche i non esperti presenti in sala con la sua panoramica sugli studi in corso presso le più grandi industrie aeronautiche del mondo e le università.

La conferenza ha preso le mosse da un'iniziativa della NASA (National Aeronautics and Space Administration) del 2008. Partendo dalla considerazione che il trasporto aereo in Nord America in venticinque anni si è triplicato e che il trend lo vede ancora in continua crescita, ha lanciato il programma “N+3”, cioè un programma che si riferisce a velivoli destinati a volare nel 2035 utilizzando mezzi di tre generazioni oltre quelli in uso attualmente per i quali sono stati presi a riferimento il B-737-800 da 180 posti per il mercato cosiddetto “domestico” (cioè  500 miglia per un volo coast-to-coast) ed il Boeing -777 per il lungo raggio.

Le ricerche delle possibili soluzioni e delle relative tecnologie abilitanti, sono state assegnate a dei team guidati rispettivamente da Boeing, Northrop Grumman, General Electric e MIT (Massachusetts Institute of Technology). Il team del MIT, unico guidato da un'università, vede come partner  anche Aurora Flight Sciences e Pratt& Whitney.

La NASA ha  fissato quattro obiettivi: riduzione del rumore degli aerei, riduzione delle emissioni dei motori in termini di ossido d'azoto prodotto durante l'atterraggio ed il decollo, il consumo di carburante e, infine, la lunghezza della pista. Gli obiettivi prefissati sono stati ambiziosi se si pensa che per il consumo di carburante si è stabilita una riduzione del 70% rispetto al velivolo preso a riferimento e, per il rumore si è preso a riferimento quello del MIT-Cambridge Aircraft Initiative praticamente silenzioso. Per quanto riguarda la velocità il requisito è stato quello di rimanere nel campo subsonico con velocità paragonabili ai due velivoli di riferimento.

I primi risultati fanno ipotizzare soluzioni che  in alcuni  casi, da un punto di vista tecnologico, sono  ormai a portata di mano. Affascinanti, poi le soluzioni aerodinamiche adottate per il velivolo domestico (chiamato “Serie D”), come la sezione di fusoliera a doppia bolla (praticamente due fusoliere affiancate) e le ali sottili a forte allungamento alare per ridurre la resistenza indotta,  e quello chiamato “Serie H” dotato di una fusoliera che si fonde con l'ala triangolare, dotato di una capienza di 350 passeggeri in  configurazione multiclasse ed un'autonomia di 7.000 NM.

La conferenza ha poi illustrato quello che è al momento allo studio anche da parte di Lockheed Martin (Green Supersonic Machine da mach 1.8) e da EADS (European Aeronautic Defence and Space Companys) stupendo per le inimmaginabili soluzioni individuate dal progetto del velivolo ipersonico a emissioni zero ZEHST (Zero Emission Hyper_Sonic Transport) per il 2040-2050 che  richiedono, peraltro, tecnologie al momento non ancora disponibili. La conferenza si è poi conclusa lanciando un messaggio sulle potenzialità dell'interfaccia cervello-computer applicata alla robotica  con le possibili applicazioni non solo in campo protesico per portatori di handicap ma soprattutto nel campo dei velivoli militari, in particolare gli UAS (Unmanned Aerial Systems), lasciando ipotizzare soluzioni che sembrano da fantascienza.

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